lunedì 27 maggio 2019

PENSIERO
di Carlo Gregori

Questa campagna elettorale è una promessa di ebbrezza da una bottiglia vuota

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DIALOGHI D'OGGI
DIALOGO DELLA GENEALOGIA
di Carlo Gregori

Per questioni di lavoro mi presento a un ventenne.
Gli chiedo se è di Modena.
"No, in realtà i miei genitori vengono dal Sud. Io sono nato qui ma non so se sono di Modena. Loro non sono originari di qui ma abitano qui da anni. D'altra parte il mio cognome..."
"Abiti a Modena?
"Sì".
"Bene".
Pacca sulla spalla.
"La prova di purezza sulla tua genealogia non mi interessa".
Sorride.

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mercoledì 15 maggio 2019

PENSIERO
di Carlo Gregori

L'opposizione non può ridursi a un vuoto coperto dallo specchio deformato di Salvini

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PENSIERO
di Carlo Gregori

Parlate solo di Salvini ma dei programmi per l'unione europea non ve ne frega proprio niente? Dopo però non rompete con le manfrine indignate del "ma chi li ha messi lì". Altro che i poteri forti. Siete elettori-mozzarelle, siete un potere moscio

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martedì 14 maggio 2019

PENSIERO
di Carlo Gregori

Salvini diventerà una persona decente solo se farà un comizio ad Anzio e griderà "Prima gli anziani!"

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Da "RICORDI DI UN CACCIATORE DI ZANZARE"
Fingersi morti: l'arte della zanzara
di Carlo Gregori


Nessun animale come la zanzara sa fingersi morto. E' una verità popolare tramandata dalla notte dei tempi, quella notte ancestrale che già allora turbava con il suo odioso ronzio. Ed è vero. La malefica succhiasangue adotta questo espediente o per salvare la pelle di fronte alla carneficina o perché stanca di essere inseguita. D'altra parte, lo fanno persino tanti umani in guerra. Anche durante le rapine in banca più cruente, quando i mitra cantano i loro tristi assoli, c'è chi grida e c'è chi si butta a terra simulando di essere stato freddato. Tuttavia la zanzara, bisogna riconoscerlo, è maestra in quest'arte mimetica. Se la osservi da vicino, con la freddezza dello scienziato, pare davvero morta stecchita. La sua pantomima è di estremo realismo, una performance attoriale degna del Metodo Stanislavskij. Ed è per questo che quando viene colpita e si lascia cadere nel vuoto, appena arriva a terra restando immobile, proprio in quel momento va schiacciata. Lo ripeto ancora una volta: non c'è spazio per i sentimentalismi quando si caccia la zanzara. Se la lasci a terra convinto che sia morta o accontentandoti di vederla "come" se fosse morta, quasi in pena per lei, stai sicuro che in meno di mezz'ora tornerà a ronzarti nell'orecchio, garantito. E a forza di sentirti uno stupido romantico, arriverai a capire la verità che ti sto rivelando. Per questo se si finge morta, dai un tocco di realismo alla sua commedia: falla morire

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