LO SCOTCH
racconto di Carlo Gregori
“E' sua questa foto?”
Osservò il vigile che gli stava di fronte e poi lo spazzino che si nascondeva dietro il vigile. Non si era ancora ripreso dallo stupore di quella visita, dopo aver aperto il portone.
Il vigile gli diede una foto stampata in un formato più grande del solito. La prese dal retro: era rattoppata in mille punti con una ragnatela di scotch. La girò e sentì un tuffo al cuore. In quella foto era in compagnia della ex moglie, Anna. Guardò la foto attentamente in silenzio. Lo colpivano gli occhi di Anna: sorridevano. Anche le sue labbra sorridevano. Momenti felici durante una cena in un ristorante con gli amici. Chissà chi aveva fatto quella vecchia foto.
“Signore, è sua?”, insisteva il vigile con il tono arrogante di chi non ha tempo da perdere.
“Sì”, sussurrò.
Che tempi lontani! Com'erano spensierati! Notò che Anna gli stringeva la mano furtivamente.
Quella foto gli era capitata tra le mani una settimana prima, sgusciando fuori da un mazzo di scartoffie di vecchie bollette. Gli era venuto un nervoso tremendo vedendola. Non l'aveva neppure osservata attentamente, come stava facendo adesso. L'aveva presa e stracciata con furia in mille pezzi.
“Anche questo oggetto è suo, signore?”, gli disse il vigile mostrando dei cocci.
“E' il portafoto rotto”.
E' da lì che aveva sfilato la foto riducendola furiosamente a brandelli.
Il portafoto, lo aveva gettato a terra. Se ne voleva sbarazzare: un oggetto inutile. Si era persino compiaciuto del rumore mentre si infrangeva in mille pezzi. Li aveva raccolti con la paletta e, sovrappensiero, aveva gettato tutto nel bidone della carta, così come si fa per un gesto inutile e obbligato, pensando d'istinto che la foto è di carta.
Era accecato dall'odio: quella foto gli aveva fatto esplodere i ricordi del matrimonio finito male, di Anna che faceva le valigie per andare a vivere con un loro amico comune con il quale aveva una tresca. Si erano separati firmando un documento d'accordo ma con rancore. Li univa la volontà di non vedersi più. Era una stronza, Anna. Non meritava altro che di finire a pezzetti. Anche la sua faccia, però, era stata sminuzzata in piccoli brandelli. Aveva cancellato due facce. Guardò stupito cosa restava della sua, tra i mille pezzetti nel palmo della mano. Erano coriandoli che a volte restavano tenacemente uniti l'uno sull'altro, impossibili da dividere. Si mise a riflettere ma non gli veniva nessun pensiero. E ora eccole di nuovo, le loro facce, tutte e due miracolosamente restaurate con la minuzia che può impiegare un imbecille in divisa maniaco di puzzle e di gialli. Lui e Anna, due facce a pezzi piene di scotch. Guardò i cocci: erano muti.
“Sono cose sue?”, gli chiese il vigile impaziente mentre guardava lo spazzino. “Le riconosce?”
“Sì. Le ho gettate via qualche giorno fa”.
“Infatti sono state notate ed eccole qua. Lei sa che nel bidone della carta si può gettare solo carta. Questa foto è di carta plastificata; quindi deve stare con la plastica. Ma questi cocci non sono di carta”.
“E' stato un gesto di rabbia. Di solito sono attento”.
“Dicono tutti così. Devo eseguire un ordine, mi dispiace per lei”.
Tirò fuori dal borsello un foglio perfettamente piegato e glielo consegnò. Era una notifica di sanzione: 566 euro.
“Mi scusi ma devo andare”, tagliò corto il vigile.
Guardò lo spazzino.
“E' stato lei a raccogliere questi pezzi?”
Lo spazzino bofonchiò qualcosa e se ne andò a occhi bassi.
“Ha fatto solo il suo dovere. Arrivederci. E si ricordi di fare la raccolta differenziata con cura”, sentenziò il vigile. Doveva andare: le multe ai veicoli in sosta lo aspettavano.
Gli mise in mano la foto e i cocci.
Li vide allontanarsi.
Andò in cucina, appoggiò la multa sul bancone, poi aprì il pattume e gettò i cocci. Si mise a sedere, mise la foto al tavolo e lentamente sfilò lo scotch, striscia per striscia. Stava riducendo di nuovo la foto a pezzi. Voleva raggiungere lo stato del suo amore. Nessun vigile glielo avrebbe impedito.
Modena, settembre 2013
Questo racconto è frutto della mia fantasia
Riproduzione Riservata
Solo per diffusione senza scopo di lucro
Nella foto: Picabia, "La nuit espagnole" 1922

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