domenica 1 giugno 2014

IL TELECOMANDO
Raccontino splatter di Carlo Gregori








Immaginò la storia di uno scienziato pazzo che, stanco di svolgere frustranti ricerche sulle scie chimiche, ora studiava una tecnologia per punire i malvagi politicanti e gli amministratori corrotti. Lo scienziato aveva trovato un'applicazione che con un raggio convogliava calore secondo un sistema non lontano dal forno microonde.  Dopo anni di esperimenti, mise a punto un telecomando che emetteva potentissime frequenze surriscaldanti che colpivano gli sfinteri. Tenendo il telecomando in tasca, lo impugnava, lo puntava verso il fondoschiena della sua sua vittima e premeva. Aveva inventato un telecomando per rompere il culo ai corrotti! Premeva e - POP! - l'ano del corrotto si comprimeva e si schiacciava fino a esplodere lasciando uscire un rosso sugo di sangue, proprio come una ciliegia rotta. Si divertì a girare il mondo per convegni e comizi e ad assistere alle urla, al panico e ai soccorsi ogni volta che un incontro pubblico terminava con la "punizione" del politico fellone. POP, POP, POP! Quanti buchi di culo rompeva! Nessuno sospettava della sua invenzione. Era un giustiziere senza volto. 
 Poi un giorno non trovò più il telecomando. Era appena terminata una festa di famiglia a casa sua, se ne erano andati tutti e il cassetto della scrivania nel laboratorio era vuoto. Il giorno dopo arrivò una telefonata terribile: il telecomando era nelle mani di un suo nipotino di cinque anni che abitava con la famiglia di sua figlia a duemila chilometri di distanza. Era stato lui a rubarlo! La figlia gli gridava che in casa sua stavano scoppiando i buchi di culo a tutti. Saltavano come popcorn in padella. Ovunque fiotti di sangue mentre il bambino premeva e rideva.  Raccapricciante! Lo scienziato ascoltava allibito e impotente. 

Modena, maggio 2014
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