domenica 25 gennaio 2015

LA PIAZZA
Racconto breve di Carlo Gregori



Camminai attraverso i soliti ritrovi di neonazisti intorno al teatro e poi sbucai in piazza. Era mezzogiorno e andavo di fretta. I cecchini jihadisti erano già appostati sui tetti. Restavano a fissare i passanti con aria annoiata appoggiati ai mitragliatori. Un omone barbuto in caftano mostrava al figlio di due anni come si guarda nel mirino e intanto rideva indicandolo a un amico. Partì uno sparo, i piccioni si levarono in aria, un'anziana con i sacchi della spesa cadde a terra colpita alla testa. Strisciai sotto il portico. Chi aveva sparato, era una domanda che non mi facevo più da tempo. Aspettai dietro una colonna e intanto osservavo il volto della morta. La riconobbi: insegnava matematica in un liceo, tanto tempo fa, e organizzava concerti di musica classica. Ricordo che una volta ci fece ascoltare Bach e le sue progressioni armoniche ma a noi ragazzi non ce ne fregava niente. Ora era lì, sui ciottoli, in mezzo al suo sangue. Tutta la piazza era immobile come lei. Solo io respiravo con affanno in quel luogo in cui si scontravano il dio del tutto e il dio del nulla.



Modena, gennaio 2014
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