LA PIAZZA
Racconto
breve di Carlo Gregori
Camminai attraverso i soliti ritrovi di neonazisti intorno al
teatro e poi sbucai in piazza. Era mezzogiorno e andavo di fretta. I cecchini
jihadisti erano già appostati sui tetti. Restavano a fissare i passanti con
aria annoiata appoggiati ai mitragliatori. Un omone barbuto in caftano mostrava
al figlio di due anni come si guarda nel mirino e intanto rideva indicandolo a
un amico. Partì uno sparo, i piccioni si levarono in aria, un'anziana con i
sacchi della spesa cadde a terra colpita alla
testa. Strisciai sotto il portico. Chi aveva sparato, era una domanda che non
mi facevo più da tempo. Aspettai dietro una colonna e intanto osservavo il
volto della morta. La riconobbi: insegnava matematica in un liceo, tanto tempo
fa, e organizzava concerti di musica classica. Ricordo che una volta ci fece
ascoltare Bach e le sue progressioni armoniche ma a noi ragazzi non ce ne
fregava niente. Ora era lì, sui ciottoli, in mezzo al suo sangue. Tutta la
piazza era immobile come lei. Solo io respiravo con affanno in quel luogo in
cui si scontravano il dio del tutto e il dio del nulla.
Modena, gennaio 2014
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