mercoledì 10 febbraio 2016

ODE ALLA SACRA VACCA 
tratta dal mio poema "La vacca che ride" (1999-2001)



Sacra vacca, 
dalla tua smorfia di disgusto 
capisco che non sai un acca 
del destino ingiusto che toccò 
a tue simili in altri Paesi 
non venerate. Sei sprezzante 
mentre giri per strada ammirata 
esibendo i tuoi seni scoscesi 
al popolo. Da sola ti toccò 
per anni trascorrere la notte 
immaginando tori in lotta 
per vincere il diritto all'esclusiva 
a chi ti fotte. Volevi troppo, lo sai, 
credevi di vantar diritti nobili 
ma il tuo scartare i pretendenti 
ti procurò dei guai ai nervi. 
Sceglievi le automobili prima che 
chi le guidava, volevi belle cene, 
sognavi servi e cameriere, t'indebitavi 
per rifarti i denti. Intanto ruminavi 
tra la spazzatura degli umani, 
sacra vacca, e buon per te 
che potevi rimandar i sogni 
a un domani anziché finire 
oltre lo sportello 
sul camion del macello. 

Riproduzione Riservata solo all'autore 
Solo per diffusione senza scopo di lucro

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