ODE ALLA SACRA VACCA
tratta dal mio poema "La vacca che ride" (1999-2001)
Sacra vacca,
dalla tua smorfia di disgusto
capisco che non sai un acca
del destino ingiusto che toccò
a tue simili in altri Paesi
non venerate. Sei sprezzante
mentre giri per strada ammirata
esibendo i tuoi seni scoscesi
al popolo. Da sola ti toccò
per anni trascorrere la notte
immaginando tori in lotta
per vincere il diritto all'esclusiva
a chi ti fotte. Volevi troppo, lo sai,
credevi di vantar diritti nobili
ma il tuo scartare i pretendenti
ti procurò dei guai ai nervi.
Sceglievi le automobili prima che
chi le guidava, volevi belle cene,
sognavi servi e cameriere, t'indebitavi
per rifarti i denti. Intanto ruminavi
tra la spazzatura degli umani,
sacra vacca, e buon per te
che potevi rimandar i sogni
a un domani anziché finire
oltre lo sportello
sul camion del macello.
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Solo per diffusione senza scopo di lucro

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