Appunti di Carlo Gregori sul processo di massificazione in corso in Italia

In questi mesi siamo entrati in una fase del processo di massificazione in corso che si può chiamare "riallineamento". In sostanza, la maggioranza degli italiani è favorevole a una forma autoritaria di governo. Il singolo individuo è ormai incapace di prendere decisioni sulla propria vita e sul lavoro e quindi delega qualcuno "in alto" a decidere per lui. Questa esigenza si salda perfettamente con l'esercizio autoritario in atto ai vertici delle autorità istituzionali e soprattutto delle aziende.
Nelle aziende - oggi il vero e unico laboratorio della politica totalitaria del XXI Secolo - il capo supremo (proprietario, soci, Ceo, Ad) impone dosi sempre più massicce e ravvicinate di istruzioni e incarichi per aumentare il conformismo tra i dipendenti. Questi incarichi vengono affidati a capi minori delegati che esercitano un potere assoluto, talvolta quasi feudale, formando dei circoli interni di fedelissimi. Da questa postazione esercitano con insistenza una guerra ossessiva a chi non si allinea. Questa persecuzione larvata di ogni dissenso, anche della singola critica su fatti minori, avviene sotto gli occhi di tutti i dipendenti perché sia da monito e crei angoscia. La catena di comando è perfettamente al corrente e segue ciò che avviene ma tace e lascia agire i capi minori incaricati.
In politica si sta accentuando sempre più l'idea che la democrazia sia una semplice dittatura della maggioranza. Ci sono forti segnali di minaccia per le minoranze in genere e per i diritti acquisiti, nonostante un'apparente politica "corretta" di legislazione per i diritti civili (es: nuova legge sulle coppie di fatto, mentre nessuno interviene sull'aborto che non è quasi più praticato). La disgregazione sociale che subiamo da quasi dieci anni ha messo le vittime contro le non-vittime suscitando richieste di livellare in peggio i diritti. La base della politica del singolo individuo è la recriminazione, il chiedersi "perché lui sì e io no?" Sta passando l'idea che solo la violenza può "sistemare" le divergenze e le discriminazioni (in realtà, costruite in gran parte con leggi e scelte governative). L'ideale di un ritorno nostalgico al fascismo è l'espressione della ricerca di una soluzione in un solo capo che controlli e decida tutto (pur ignorando la storia reale di Benito Mussolini e dell'Italia), quando (per fortuna!) in Italia non c'è nessun leader in grado di incarnarlo.
Se nel XX Secolo dal caos dopo la Grande Guerra si era formato il fascismo, nel XXI Secolo, cambiata radicalmente la composizione sociale nel periodo del "Boom", in questa fase calante e di nuovo caos sociale - esasperato dal grande numero di migranti e profughi e dalle paure che suscitano - si sta consolidando questa nuova forma di dominio che non ha ancora un partito politico perché potrebbe non essere più necessario, se l'élite dominante ritiene di poterne fare a meno: d'altra parte, le masse non si seducono più con i discorsi al tramonto.
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