SULLA STRATEGIA DELLA BASSA TENSIONE
Lettera aperta al ministro Minniti
Gentile Minniti,
è la prima volta che scrivo una lettera a un ministro, benché dimissionario, e lo faccio solo per rassicurarla: può dormire sonni tranquilli. Ora non dovrà più temere il Tar, come l'ho sentita dire durante un talk show pre-elettorale quando l'hanno messa con le spalle al muro chiedendole perché tollerava i neofascisti concedendo le piazze senza mai un dubbio. Ora il Tar ha dato ragione al sindaco di Brescia che vietava le loro manifestazioni. Quindi si possono vietare. Il suo dubbio si è liquefatto.
Caro Ministro, i gruppi neofascisti faranno forse ricorso al Consiglio di Stato di quello Stato che tanto disprezzano, ma il Tar che lei tanto temeva ha detto chiaramente che non si lede una libertà di opinione quando si vieta di propagandare il fascismo storico e le sue versioni attuali. In questo modo Lei può dichiarare fallita la sua “strategia della bassa tensione” (mi permetta di etichettarla così) che ci ha fatto sopportare per mesi e mesi a causa di un suo timore. Una strategia senza bombe, per fortuna, ma con strade deserte, presidi di polizia enormi a difesa di quattro neofascisti sempre pronti a usare e a farsi scudo di quanto offre la democrazia che vorrebbero eliminare e soprattutto con scontri ampiamente previsti da Lei e dai suoi esperti del Viminale. Infatti, anche concedendo la buona fede, la sua "strategia della bassa tensione" permetteva, incoraggiava e proteggeva ogni manifestazione fascista utilizzando a spese dei contribuenti e con effetti spettacolari un numero spropositato di agenti dei Reparti Mobili per proteggerli, e allo stesso tempo alimentava, come reazione pavloviana, l'opposizione violenta di strada delle frange di estrema sinistra che dicevano di rappresentare l'antifascismo. Questo gioco degli "opposti estremismi" non l'ha scoperto Lei: ho fatto in tempo a vederlo di persona da adolescente negli anni 70.
Lei ha scherzato col fuoco, signor ministro: è stata una mossa ad altissimo rischio, spregiudicata e secondo me irresponsabile a livello politico. Ma ora il suo gioco è arrivato al capolinea. Lei ha sfruttato questa ambiguità giuridica sui neofascisti concedendo loro tutto ciò che poteva concedere. Voleva arrivare a una verifica concreta, a una conta alle urne dei voti alle liste di estrema destra? Mirava a far scavalcare la Lega da destra? O l'ha fatto per tenere alta la tensione in periodo elettorale con lo scopo di portare all'ovile voti moderati? Se così, Le è andata male: quei voti non sono arrivati e Lei, non eletto, ne ha fatto le spese per primo nella città che fu roccaforte del moderatissimo Forlani. Sarà anche come dicono alcuni esperti di marketing che l'italiano medio è un tredicenne capriccioso e ignorante, ma non è poi così stupido. E non si può certo dire di aver rafforzato un sentimento antifascista in qualche italiano incerto. Ha solo fomentato altra paura di stare in strada, come se non fossimo abbastanza tappati in casa dall'11 settembre 2001.
Lei, come i suoi predecessori, ha però fatto qualcosa di più. Lei ha minimizzato se non negato l'esistenza di un pericolo sociale e politico legato alla diffusione di ideologie che propagandano alla luce del sole l'odio e la discriminazione in ogni sua forma (non solo quella razziale ma anche contro le minoranze di ogni tipo). Lo ha fatto per un eccesso di tolleranza e garantismo della pluralità di idee? Oppure sottovalutava davvero il problema? Lei non mi pare affatto uno sprovveduto.
Lei sa che esiste un momento in cui lo Stato si deve difendere. Segnali chiari ne ha ricevuti in abbondanza. Eppure Lei, come capo del Ministero dell'Interno, non ha mai chiesto conto alle Digos e ai suoi funzionari per sapere perché gli estremisti di destra non venissero mai denunciati. Mai. In compenso ha rimosso il questore di Macerata, che - fatto forse unico in Italia - ha fatto caricare una manifestazione di Forza Nuova non autorizzata (dopo il caso Traini) guidata dal suo leader facendo portare in questura una decina di facinorosi. Lei non ha mai dato segno di interessarsi al grave problema della lealtà alla Repubblica e ai suoi valori tra i funzionari dello Stato quando tutti sanno e sentono quanti di loro sono simpatizzanti dell'estrema destra. Lei non ha mai considerato la zona torbida di rapporti tra questi funzionari e i movimenti neofascisti. Certo, Lei si è comportato come i suoi predecessori e quindi nessuno può addebitarle un'accusa se non in concorso: ha solo lasciato fare. Lei però avrà pure delle responsabilità politiche - non fa il ministro per hobby - e quanto ha fatto e detto sull'argomento dovrà pure arrivare a una discussione pubblica e richiederà pure qualche sua spiegazione anche se in una forma di governo opaca e ambigua come quella italiana. Meritiamo un Paese più moderno di questo.
Con rispetto
Carlo Gregori
Modena 12 marzo 2018

Carlo sei un grande!
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