mercoledì 5 settembre 2018

La zanzara è intelligente?
da "MEMORIE DI UN CACCIATORE DI ZANZARE" di Carlo Gregori


Se tu pensi che la zanzara agisca di istinto, amico mio, lascia che ti dica che sei proprio fuori strada. In natura, pochi animali sono intelligenti come questo piccolo odioso insetto e te lo dimostrerò facilmente. La prima idea fallace da sfatare è che la zanzara colpisca a caso. E' vero il contrario: la zanzara femmina vive in un ambiente ristretto. Una volta che è migrata dagli stagni o dalle pozzanghere dopo l'accoppiamento col maschio, nella sua fase per così dire adolescenziale, essa arriva in una zona abitata dall'uomo e vola restando nei paraggi in cerca di sangue per le uova che cova. Al massimo più spaziare in un raggio di qualche centinaio di metri, ma in genere si scopre sedentaria e amante di piaceri più comodi del suo partner maschile instancabile appassionato mai cresciuto dei giochi infantili sull'acqua. L'intelligenza della zanzara è provata dal fatto che la sua azione parassitaria è commisurata alla sua preda. Se la zanzara si trova vicino a un placido animale, ad esempio a un bue, non prenderà alcuna precauzione. Se colpirà animali più insofferenti, un cane ad esempio, è più facile che agisca in gruppo sciamando con altre sue simili per ottenere l'obiettivo con più probabilità. Lo sciame che, simile a una nube, sorvola di pattuglia ai campi è il più pericoloso: è capace di spolpare la preda. Ma è l'uomo la sua preda più ambita e più difficile e sull'uomo ci soffermeremo. L'uomo l'attrae probabilmente proprio perché altamente rischioso più che per il sapore o qualche misteriosa virtù del suo sangue. La zanzara corre il pericolo di morire per suggere il nostro nettare vitale e lo sa. Per questo nel corso di migliaia di anni ha escogitato strategie di ogni genere che probabilmente non gli sono state trasmesse dai genitori o dallo sciame ma che fa sue – innate o per imitazione, poco importa - con estrema disinvoltura. D'altra parte, la parola “intelligenza” significa innanzitutto sapere unire le cose, capacità di connettere i fatti e i dati; e la zanzara lo sa fare molto bene. Il primo elemento intellettivo è nella sua capacità di esplorazione. Non mi riferisco solo al territorio che comunque maneggia bene: seguite una zanzara che entra per caso di notte da una finestra socchiusa e noterete la sua abilità nell'orientarsi velocemente in uno spazio sconosciuto e, grazie al suo sistema olfattivo biochimico, individua la strada più breve per trovarvi a letto mentre russate e depredarvi del sangue. L'esplorazione più fine è quella intorno al corpo dormiente. Conosce il pericolo e sa quando ritirarsi. Capisce perfettamente quando il sonno umano è disturbato proprio dal suo ronzio. Sa quando fuggire o nascondersi in tempo prima che inizi la caccia mortale. Soprattutto sembra già conoscere i nascondigli prima di attaccare. Quando attacca nelle parti basse, ad esempio nelle caviglie, sa come non farsi sentire e notare. E talune di loro (soprattutto la varietà culex piccola e sottile dal corpo marrone chiaro o verdino) adottano anche una strategia di attacco e ritirata continua stando in volo senza mai fermarsi simile all' “Ali Shuffle” pugilistico sapendo di confondere l'intelligenza del suo nemico più lucido, l'uomo, che proprio perché grande e alto fatica a controllare lo spazio intorno a sé. Tutto questo non è stupefacente? Per questo adesso allargheremo il discorso sul momento più alto della sua capacità intellettive: il tu-per-tu con l'uomo

Riproduzione Riservata solo all'autore 
Solo per diffusione senza scopo di lucro

Nessun commento:

Posta un commento