domenica 9 giugno 2019

DA "RICORDI DI UN CACCIATORE DI ZANZARE"
Ancora sulla questione se la zanzara è intelligente
di Carlo Gregori

Quando guardi un film, la tua percezione dall'occhio al cervello riesce a elaborare sedici fotogrammi al secondo. E' un fatto basato su un dato statistico medio. E, per non perdere spettatori, i produttori di film non variano questa sequenza. Ora considera che la zanzara arriva a elaborare la percezione di una quantità di immagini in movimento pari a centosettanta fotogrammi al secondo. E' più di dieci volte la nostra possibilità. Incredibile, vero? Me l'ha raccontato ieri a cena Roberto Ferrari, un entomologo modenese. L'entomologo, se non lo sai (e ci metto la mano sul fuoco che non lo sai, perché non sai un bel niente), è uno scienziato che studia gli insetti. Roberto è un esperto di termiti ma per anni ha approfondito anche il comportamento delle zanzare. Insomma, capisci che non potevo avere un commensale migliore accanto a me. Uno scienziato che studia la mia preda prediletta, ma quando mi capita ancora? Così tra una portata e l'altra ne ho approfittato, eccome. Al decimo brindisi Roberto si è confidato spiegandomi questo paragone dei fotogrammi per sottolineare quanto è importante l'aspetto percettivo tra animali. Ed è ciò che noi scambiamo per intelligenza. In realtà è un nostro errore di percezione.


La zanzara non è intelligente né come normalmente intendiamo noi umani (ovvero dotata di una qualche cultura di specie o di apprendimento dall'infanzia che elabora oppure di una qualche virtù innata o infusa da un dio) né in senso specifico. Intendo l'intelligenza più profonda, quella che viene da "intelligo", verbo latino, terza coniugazione, ovvero il saper collegare le cose tra loro e capirle. E' una sua capacità di elaborazione decisamente più veloce a fare la differenza tra la zanzara e noi. Partendo dall'esempio dei fotogrammi, Roberto mi ha spiegato che noi, rispetto a lei, andiamo al rallentatore. Proprio questa sua velocità le permette di capire e adottare scelte tattiche che non solo noi non possiamo contrastare ma che ci lasciano stupiti. Per questo la zanzara sembra più intelligente di noi: in realtà è solo alcuni passi avanti. Quando cerchiamo di colpirla col giornale per schiacciarla contro il muro, è già sparita: ha avuto tutto il tempo e il modo per farlo mentre noi stavamo iniziando ad attuare la nostra decisione omicida. Quando noi babbei guardiamo il muro vuoto a bocca aperta, lei se la ride dal suo rifugio.

Per concludere, quando parliamo di intelligenza della zanzara iniziamo a inquadrare correttamente cosa diciamo. Conoscere la nostra nemica è fondamentale: ricorda queste parole se vuoi diventare un vero cacciatore di zanzare.

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