RICORDI DI UN CACCIATORE DI ZANZARE
di Carlo Gregori
Introduzione
La zanzara accompagna la nostra vita fin dai primi vagiti. E’ il nostro nemico più familiare. E’ anche l’animale che con noi ha il rapporto più subdolo. Ricorda: una zanzara non perderà l’occasione di colpire un neonato, chi è in stato di incoscienza, un minorato mentale o una persona menomata. Più un umano è in difficoltà, e più lo considera una preda appetitosa. Per questo ho sempre detto che la nostra lotta mortale nasce proprio dalla sua vicinanza. La zanzara diventa insopportabile per la sua incessante presenza. Il suo maledetto ronzio non smette mai di ricordarci che adesso è qui accanto a noi. C’è qualcosa che dà più sollievo e senso di benessere che sentire il silenzio dopo averla schiacciata? Capisci perché la nostra lotta con la zanzara è mortale? Aggiungi anche il fatto che ci inietta virus portatori di morbi terribili o letali. E, infine, è uno dei pochi animali che l’uomo non può sfruttare e che non produce profitto. Finché qualche chef non inventerà un succulento piatto di zanzare fritte, non serviranno a un bel niente. Per questi tre motivi e altri minori la consideriamo molesta e inutile. Questo spiega anche perché quasi tutta l’umanità è immersa in una lotta senza quartiere con questo parassita infido. Anche tra gli animalisti più accesi, quelli che darebbero il sangue per salvare un pangolino, troverai una minoranza infima di difensori della zanzara. Nella mia vita ho visto fior di animalisti schiacciare zanzare, credimi, e farlo con gusto, senza rimorso, quasi con piacere. Tralasciamo chi si commuove con vaghi sentimentalismi universali verso qualsiasi forma vivente. L’unica vera ragione di chi difende la zanzara è che è indispensabile all’ecosistema. E’ un fatto innegabile. Ma anche in questo caso, il ragionamento nasconde una cruda verità: la zanzara deve vivere per essere uccisa e nutrire una rondine. Non ha una sua vita autonoma che meriti una dignità. Anzi, diciamo pure che noi la consideriamo priva di dignità, una creatura del fango e delle acque putride come realmente è. Insomma, il nostro odio per lei è sconfinato, la nostra guerra contro di lei totale. Ma anche uno cacciatore di zanzare come me, che vanta decenni di successi nella caccia e nello sterminio manuale del singolo insetto, può avere qualcosa di interessante e, perché no, divertente da raccontare su questo insetto che in realtà ci succhia il sangue solo in certe condizioni. La zanzara ha una sua psicologia, un suo comportamento, i suoi obiettivi. Ignorarlo significa continuare una lotta cieca e ottusa con risultati alterni e spesso scadenti. Con questi miei ricordi cercherò di spiegarvi qualche segreto del suo mondo. Vi racconterà come ho imparato a conoscerla restando sulle sue trace con tenacia.
Modena, gennaio 2021
Solo per diffusione senza scopo di lucro
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