martedì 28 ottobre 2014

DODICI MILIARDI 

Il più importante problema taciuto dei nostri tempi è l'assoluta mancanza di una pianificazione demografica. L'uomo è una cavalletta: secondo le ultime stime nel 2100 saremo 12 miliardi; l'ambiente non ce la farà a sostenerci. Anche se le peggiori catastrofi naturali facessero strage di milioni di uomini, non intaccherebbero questa crescita esplosiva. Di qui discendono i problemi che ci affliggono con tanta angoscia e cecità: l'immigrazione che sembra un'invasione, l'incomunicabilità, la paura della vecchiaia, il senso di sfiducia nel futuro di fronte all'agonia della civiltà europea, l'incapacità di mantenere uno stato sociale ovvero di mantenere l'unica risposta possibile che il Novecento abbia saputo dare a questa massificazione dell'Europa. Dobbiamo tornare a Malthus, altrimenti la nostra civiltà sparirà e lascerà il posto a una nuova specie umana. l'Homo Cannibalis. "Cannibale" è una parola storpiata nata dalle prime esplorazioni americane per definire quei popoli caraibici lontani e sconosciuti e presto "cannibali" saremo tutti su un pianeta smantellato per fame da esseri divorati dall'angoscia di sopravvivere

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