CUCCHI
1. Il Caso Cucchi, come tutte le tragedie simili da Piazza Fontana in poi, è uno spettacolo tremendo e sempre uguale: mostra la solitudine del cittadino di fronte allo Stato che deve nascondere il suo lato osceno. Ne siamo così consapevoli che ormai ci indigniamo persino poco e perdiamo sempre più di vista il meccanismo inetto e perverso con cui lo Stato chiude la finestra su come funziona davvero dall'interno, soprattutto sui suoi funzionari più violenti, intriganti e incapaci che non sanno neanche difendere la popolazione e intanto sognano il mitico ritorno di un Duce
2. Nel Caso Cucchi si può vedere anche una "banalità del male" tutta italiana, fatta di colpa - soprattutto di imperizia e negligenza, causata spesso dai raccomandati piazzati in qualche ufficio - e dalla tronfia autoindulgenza di tanti capi e capetti degli uffici statali. E poi è possibile che la Procura Generale ribadisca la condanna di quegli imputati già condannati in primo grado (medici) e di altre figure precedentemente assolte o prosciolte e poi la Corte d'appello ritenga che ci sia un'evidente insufficienza di prove? Forse qualcuno in alto si deve mettere la mano sul cuore e andare a verificare come sono state condotte le indagini. Ma so già che non succederà
3. In altre parole, il Caso Cucchi è il senso dello Stato marcio
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