Parabola di Carlo Gregori
C'era una volta nel Far West un allevatore che possedeva un grande latifondo. In mezzo alle sue terre sterminate si trovava una piccola cittadina che tirava a campare di trasporto di bestiame intorno alla stazione. Un giorno l'allevatore mandò i suoi cowboy in una enorme stalla e la fece aprire. In pochi minuti centinaia di vacche si diressero ai pascoli del paese e iniziarono a mangiare l'erba che cresceva molto più alta e folta. Gli abitanti si accorsero di cosa accadeva ma non fecero nulla. Anzi, nessuno ne parlava. Allora l'allevatore mandò il sindaco e lo sceriffo del paese a dire ai pochi che si lamentavano che era tutto a posto e che tutti ne avrebbero tratto guadagni: dovevano ringraziare che arrivasse tanto nuovo bestiame e che l'allevatore usasse ancora quella lurida stazione per trasportarlo ai macelli. Ma l'erba spariva e il bestiame del paese soffriva e intanto nessuno guadagnava un dollaro in più dal nuovo bestiame.
Ma, solo quando l'allevatore iniziò a pagare meno i trasporti dicendo che c'erano tante vacche e poco guadagno, la gente cominciò a prendersela con le vacche. L'allevatore ne mandò ogni giorno sempre di più, sempre di più, finché le vacche arrivarono a pascolare alla periferia del paese. Gli abitanti se la prendevano sempre di più con le vacche, anche se nessuno aveva il coraggio di rapirle o ucciderle perché lo aspettava la forca. Se qualcuno diceva: "Hei, prenditela con l'allevatore e i suoi cowboy! Sono loro a mandarci le vacche! Ci hanno rubato i nostri terreni, non te accorgi?", tutti gli altri facevano finta di niente. Oppure veniva accusato di essere solo invidioso della ricchezza dell'allevatore.
Eppure tutti erano d'accordo: una soluzione doveva essere trovata. C'era chi incitava gli altri a scacciare le vacche e chi a chiuderle in un recinto. C'era chi voleva costruire un muro. Alla fine votarono per recintare il paese. E così fecero, ma le vacche restarono nei loro prati e passavano le giornate fissando gli abitanti chiusi nel loro filo spinato.
La nostra storia finisce qui perché dopo tanto tempo l'allevatore non si è ancora stancato di mandare le sue vacche sui pascoli del paese che ogni giorno diventa sempre più povero. Nel frattempo la stazione ha chiuso e molti sono rimasti disoccupati. Ma ancora adesso ogni domenica il paese viene aperto per qualche ora e la gente aspetta felice in strada l'arrivo dell'allevatore, eletto sindaco, che passa ridendo e salutando tutti lungo la strada polverosa sporgendosi dal suo splendido calesse accompagnato da donne stupende e amici eleganti.
Modena, dicembre 2016
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