martedì 9 maggio 2017

POPULISMO 2017
note di Carlo Gregori






Il cosiddetto populismo - termine improprio che non ha nulla a che fare col populismo ottocentesco (i Narodniki russi, Herzen, Mazzini ecc) - è un circuito comunicativo chiuso tra un leader e il popolo, ovvero folle già sottoposte a più processi di massificazione intensivi negli ultimi 15 anni (in particolare in questi dieci anni di crisi). Il leader è chi si rivolge a loro affermando di volerle rappresentare nel loro interesse (il leader oggi si propone sempre, non si impone mai). Il leader parla al popolo offrendo al popolo ciò che vuole e il popolo ricambia sostenendo il leader perché si rispecchia nei suoi desideri e anche nei suoi godimenti perversi. Di qui il circuito chiuso di scambio comunicativo che recinge la "politica", evocata formalmente secondo la tradizione democratica. La prassi "populista" - circolare e saldata - si fonda sull'espressione a gran voce del malcontento e fa presa su sentimenti elementari, persino infantili, come egoismo, senso del possesso, senso di appartenenza, volontà di esclusione, paura, insicurezza sia fisica che economica, perdita di status sociale ecc. Questi sentimenti combaciano con quelli del singolo individuo massificato, un soggetto che si comporta come gli altri (è un conformista) ma che si proclama "libero", "indipendente", "diverso dalle masse", "ben informato" ecc. La massa di questi individui vive poi la politica come un'azione quotidiana di comunità.

 Questo circuito chiuso che si rinnova ogni giorno con proclami e spesso ricorre a forme di sostegno plebiscitario (referendum, elezioni con candidati ad excludendum) non ha alcun contatto con la reale linea politica esercitata dal leader e dalla sua élite, composta ormai principalmente da uomini d'affari, grandi burocrati, mediatori, alti ufficiali ed "esperti" (problem solver). Dal lato opposto, il cosiddetto "popolo" - che poi è solo la parte di elettorato che segue il suo leader fingendo di essere una volontà corale e totalizzante, secondo la vecchia tradizione nazionalista - riecheggia le parole del capo e vi trova incoraggiamento. In sostanza il populismo attuale è un cerchio ipnotico di simboli e immagini tenuti costantemente in circolazione e scambiati ma che non produce nulla di reale, non ha quasi mai conseguenze concrete, si alimenta quotidianamente dell'odio per i gruppi che esclude e per i suoi nemici ma non crea miti. In mancanza di notizie reali, il leader e il suo apparato mettono continuamente in circolazione anche false notizie (fake news) proprio per tenere costante il flusso emotivo che cementa e rassicura il "popolo" e attrarre possibili nuovi adepti. Per questo il movimento/partito inventa un suo passato ma non riesce a proiettarsi nel futuro.

 E' insomma una nuova tecnica di manipolazione di massa perfezionata dalla élite, frutto di innesti di tecniche totalizzanti nate sotto lo stalinismo, il nazismo e il fascismo che allora si basavano sul "culto della personalità" per un leader lontano, muto, che parlava solo ai raduni di folle o in grandi occasioni, dati i media dell'epoca. E, ovviamente, per quanto riguarda la dissimulazione degli aspetti negativi e dei due piani politici (quello popolare e quello di dominio delle élites) non è altro che lo sviluppo di tecniche applicate dal Dopoguerra ad oggi in tutte le democrazie attraverso la tv e la stampa.

 Oggi i leader puntano sul dialogo simulato con le masse grazie ai nuovi media interattivi. La tendenza attuale è di arrivare a eliminare i riferimenti agli orientamenti tradizionali ("Non ci sono più destra e sinistra" è il mantra) e persino a uno specifico partito. Nel frattempo, la politica reale avviene dietro le quinte. Il dominio reale non è quindi più sottoposto a un controllo "popolare" se non per acclamazione. Le masse delegano la gestione e il dominio al leader, sul quale vengono informate di tutto ma del quale non sanno nulla circa le sue reali intenzioni politiche. Questa scissione tra piani politici - il cerchio del populismo e la politica reale come dominio e business occultati alle masse - sta producendo una doppia storia schizofrenica che più si allarga come una forbice più alimenta la paranoia, il sospetto, lo spionaggio e il complottismo: sono tentativi di coprire la conoscenza dello spazio vuoto tra i due piani che spesso producono soltanto una maggiore distorsione interpretativa.


Modena maggio 2017

Riproduzione Riservata solo all'autore 
Solo per diffusione senza scopo di lucro

Nessun commento:

Posta un commento