giovedì 7 giugno 2018

DA "RICORDI DI UN CACCIATORE DI ZANZARE
di Carlo Gregori

La zanzara è un animale individualista. Se agisce in branco, puoi stare certo che lo fa solo per un attacco a sorpresa sapendo perfettamente come sfruttare la situazione mentre dormi e soprattutto come sfruttare le disgrazie delle altre zanzare del branco. Insomma, ti colpirà mentre tu ne uccidi un'altra. E ci puoi giurare: a lei della sua simile non frega niente di niente. Te lo posso garantire dopo trent'anni di caccia. La zanzara pensa per sé. Non conosce i vantaggi del branco. Le zanzare partono insieme solo perché ciascuna possa cogliere una sua opportunità; per loro non esiste il vantaggio collettivo: non fanno un esercito. Sono come una folla umana davanti a un supermercato che si apre per il Black Friday. E questo suo lato egoistico può diventare determinante per il bravo cacciatore di zanzare. 

Adesso ti racconto un vecchio trucco, così capisci meglio. Quando di notte ti alzi di soprassalto bestemmiando e accendendo la luce, troverai una zanzara vicino al tuo letto e la ucciderai con l'errata convinzione che sia quella che ti ha appena attaccato e punto. E' un tipico abbaglio. E l'altra lo sa. L'altra - che tu non vedi, ma solo perché sei accecato dalla rabbia - di solito è un po' più in là e più in alto nella parete. E, se sfumi la tua collera e ti avvicini, noterai che è grassa. E' maledettamente gonfia. E' piena del tuo sangue. No, non devi schiacciarla o sporcherai tutta la parete. Devi usare la racchetta elettrica e grigliarla: farà faville


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