sabato 29 marzo 2014




PULP

piccolo racconto di Carlo Gregori








Siccome insiste, gli dico che è nato da un momento distratto accompagnato dalla falsa idea che sua madre avesse i suoi giorni. No che non ce li aveva.

Sento il ragazzo sussurrare che sono uno stronzo.

Questi sono i figli oggi.

Gli chiedo perché, se gli interessa tanto, non si è mai fatto vivo.

Non risponde.

Gli spiego che eravamo in vacanza in tenda sul Gargano, che eravamo giovani, si beveva e si fumava qualche canna.

Mi fissa. Non gliene frega un cazzo.

Ma è tutta roba vera, Cristo santo! Vuole che gli racconti delle puttanate per placare il suo odio contro di me?

Vorrei spiegargli che amavo sua madre. L’amavo follemente. E non l’ho deciso io se me sono andato di casa quando lui, questo ragazzone con un filo di barba, era in fasce. Ma non capisce che se non mi ha mai conosciuto è perché lei non lo voleva? E nessuno poteva rimproverarmi nulla per la cura di mio figlio. Ah, no! Soprattutto lei. Io ho dato l’anima per lui.

Ed eccolo qui mio figlio, davanti a me. Faccia a faccia.

Gli parte una lacrima.

No, non gli dirò quanto gli voglio bene. Non posso.


Mi ha appena piantato un coltello nel cuore. Sto morendo.

Modena, marzo 2014
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lunedì 17 marzo 2014

APPUNTI SULLA AFFARE CRIMEA

1.
La Crimea vota democraticamente e Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo, siccome non può parlare di brogli (c'erano migliaia di telecamere nei seggi) dice che è illegale e va su tutte le furie. Quella gente deve fare quello che dice lui. Tutto ciò che non fa il suo gioco e quello dei papaveri di Bruxelles, della Merkel ecc ecc, anche se democratico (cioè deciso con una consultazione popolare), non va bene, non esiste, va cancellato. I neonazisti a Kiev, sì, quelli gli vanno bene. Van Rompuy è un politico democristiano del Belgio, un Paese spaccato da questioni etniche e senza governo vero da anni. Dovrebbe pensare ai problemi di casa sua, ma per questi politicanti la bandiera della democrazia va sventolata quando fa comodo. Lo invito a chiedersi perché gli abitanti della Crimea hanno votato per la Russia

2.
 La Russia è un mondo a se stante molto complesso e non è solo europeo. Eravamo tutti entusiasti di eliminare il comunismo ma dopo l'Unione Sovietica non è cambiato niente. Questo è il loro sistema di vita che ci piaccia o no. E a loro piace. Ci comportiamo tutti così. Gli americani mica pensano con rammarico a quanti indiani hanno ucciso per occupare quelle terre

3.
La Russia è un continente umano, uno stile di vita. A me Putin non piace ma loro hanno un sacrosanto diritto di vivere come credono sia giusto e non con la pistola di un neonazista puntata alla testa, pagato da noi (ieri due ucraini di origini russe sono stati ammazzati come cani per la strada da estremisti di destra e nei nostri giornali nazionali la notizia è stata minimizzata)

4.
Vorrei riportare la giusta considerazione di Ludovico Zanetti: "Strano che l'Europa trovi illegittimo un referendum autonomista. Mi pare di ricordare che quando nel 1991 a farlo fu la Slovenia, Germania e Austria fecero di tutto, per difendere il diritto alla secessione di quella repubblica..." In questa apparente incongruenza sta tutta la manipolazione degli ideali democratici che ci impongono oggi e che in realtà usano in modo strumentale a seconda dell'occasione. Devono smetterla di dirci quello che per noi è democratico quando loro non lo sono affatto: loro dei popoli se ne fottono, loro i popoli li fottono


5.
Per l'Unione Europea è illegittima una consultazione popolare alla quale ha votato l'81% degli elettori esperimento un sì con un 96%. E' illegittima, immagino, rispetto a un governo fatto con un tumulto di piazza che la Ue riconosce e appoggia per motivi strategici (non credo che avrebbe lo stesso atteggiamento romantico se accadesse nell'Area Schengen). Ma, mi chiedo, quanto è legittima l'Unione Europea? Chi la comanda è legittimato dal voto oppure è scelto nelle stanze ovattate? E' legittima una unione politica che non ha neppure una costituzione? E' legittimo che ci unisca solo una moneta che oltretutto stampano le banche? E' legittimo che tutte le scelte importanti le prendano a Bruxelles i cosiddetti "tecnocrati" mentre il parlamento a Strasburgo non conta nulla? E' legittimo che alcuni Paesi della Unione decidano per tutti in base a rapporti di forza finanziari, in base a quanto tirano la catena che ci lega tutti?


6.
Vorrei che fosse chiaro questo aspetto: non ho alcuna simpatia per Putin né per il suo stile di governo (e l'ho postato fino alla nausea) e non sono un (ex) comunista. Il mio unico compito oggi è porre dei dubbi, spero sensati, sulla insostenibile conduzione della Unione Europea e sul diritto che hanno i popoli diversi dai nostri a vivere come ritengono meglio, fuori dalla sfera del nostro Pensiero Unico. La mia speranza è che tanti altri prendano la parola e nasca una vera discussione. Personalmente, voglio un'Europa Unita ma certo non questa

mercoledì 12 marzo 2014

CIELO E TERRA

A volte ci dimentichiamo che non veniamo dall'aria del Cielo ma dal fango della Terra. E quasi sempre sono coloro che conoscono il Paradiso per averne sentito parlare che portano l'Inferno in terra per gli altri: noi 
CIELO E TERRA

A volte ci dimentichiamo che non veniamo dall'aria del Cielo ma dal fango della Terra. E quasi sempre sono coloro che conoscono il Paradiso per averne sentito parlare che portano l'Inferno in terra per noi altri.

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martedì 25 febbraio 2014

CIAO, MILES
racconto notturno di Carlo Gregori






Sogno che mi trovo in America in un ristorante di napoletani e mentre aspetto i miei compagni di viaggio ecco che noto Miles Davis seduto a un tavolo vicino al mio. Il più grande trombettista del mondo è un anziano magro, un fascio di muscoli sottili; il viso, dai tratti addolciti e ancora affascinanti, è coperto di rughe e gli restano pochi capelli, ondulati e lunghi. Dalle smorfie capisco che soffre terribilmente per i suoi malanni. In silenzio, lo osservo a lungo mentre scrive su un taccuino scuro. Miles alza gli occhi e mi fa cenno di raggiungerlo. “Hei, dimmi, tu sei quello del catering al concerto di Los Angeles. Luglio 1969, vero?”, mi fa ringhiando. Impossibile: avevo sette anni. Annuisco lo stesso. “Gran serata, li abbiamo stesi, eh? Ventimila”. Chi se ne frega se Miles si sbaglia; Miles è morto vent'anni fa e sono qui ad ascoltarlo. “Mi ricordo quel catering”, mi fa puntandomi gli occhi addosso, “non faceva così schifo”, sussurra rauco lasciandosi scappare un sorriso. Gli butto lì qualche titolo di suoi pezzi giusto per fargli capire la mia ammirazione. Roba buona e roba così così, mi accenna Miles. "I ragazzi erano in gamba. I critici sbavavano o scrivevano stronzate, o sì o no", mi fa muovendo la mano tesa di qua e di là. “E-let-tri-ci-tà. Fa paura. Funk!", scandisce con un tono cavernoso. "Siediti, fammi compagnia a pranzo”. Sono imbarazzato. Vado a prendere una bottiglia di vino bianco gelato nel secchiello: me l'hanno appena portata i napoletani. “No, no! Cazzo!”, esplode Miles con un vocione roco da far tremare, “Hei, portatene due!” I camerieri arrivano di corsa con due bottiglie di Gewurztraminer nei secchi ghiacciati e le stappano. Due bottiglie per noi sono tante; deve essere per una sua improvvisa voglia di socializzare. “Prendi”, mi dice Miles allungandomi una bottiglia un attimo prima di tornare a scrivere appunti. Ed ecco che arriva una bionda americana sui cinquant'anni. Indossa dei jeans, una camicetta bianca aperta e un paio di sandali raffinati. Mi sorride. Un tempo doveva essere proprio bella. Gli sussurra qualcosa, lo aiuta a sollevarsi e se lo porta via. Miles si volta e mi fa un cenno. Ha ancora una luce immensa negli occhi.
 Ciao, Miles.

Modena, febbraio 2014
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domenica 23 febbraio 2014

PENSIERO

Le esperienze giovanili sono le più entusiasmanti, se non sono di un altro.

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giovedì 20 febbraio 2014

CONCORRENTI

Gli dicevano che se voleva essere felice doveva vedere negli altri dei concorrenti da distruggere.

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