giovedì 7 gennaio 2016

NICHILISTI D'OGGI
riflessioni di Carlo Gregori




“Devi saper accettare tutto quello che ti dicono gli altri”. “Non porre limiti ai discorsi”. “Spingiti a dire quello che altri non osano dire”.
 Questi sono i nuovi comandamenti per l’uomo comune nell’Era del Pensiero Unico.  Il comandamento numero uno viene presentato di solito in forma inversa, psicanaliticamente proiettiva: “Puoi dire quello che ti pare”. Anche: “Non porre limiti a quello che dici, spingiti in là, stiamo scherzando, è solo un gioco”.
 Ovviamente, è un espediente per rendere accettabile quelli inversi. Fa sentire protagonista chi subisce: tu dici quello che ti pare che poi io ti dirò quello che pare a me. Da qui deriva quella sottile forma di nichilismo che apparentemente non ha rispetto per niente e per nessuno. In realtà questo pensiero nichilista è la manifestazione soggettiva di un rapporto con gli altri privo di limiti. Questo avviene perché nell’Era del Pensiero Unico i limiti non esistono effettivamente, salvo quelli posti da chi comanda. Proprio nell'atto del porre dei limiti decisi in modo assoluto, chi comanda dice quello che pensa e chi accetta qualunque sua affermazione senza più vincoli esegue senza discutere. Esegue perché ha deciso di rinunciare al suo pensiero critico oppure ha soffocato ogni baluardo individuale che finora era trasmesso dai sistemi etici tradizionali (dignità, onore, senso di appartenenza ecc).
 Quindi l’apparente libertà dell'affermazione  “puoi dire quello che ti pare” in realtà nasconde il suo opposto: la sopportazione di tutto ciò che dice un altro. Dove un “altro” quasi sempre indica chi comanda o influisce sulla sua vita.
 E’ la rassegnazione totale all’ordine dall’Altro – quasi sempre un ordine dall’alto -  che non ha ostacoli di alcun tipo, né politico né etico, che fa e disfa le regole, e che diventa sopportabile se viene presentato da chi lo subisce e tollera come l’altra faccia di un atteggiamento ribelle. E non può essere altrimenti: se quello che ti dico è pari a quello che tu dici a me, una prevalenza tra noi si avrà solo se ti ferisco di più oppure, calandosi nei rapporti reali, se posso incidere di più sulla tua vita costringendoti a fare quello che voglio io con la minaccia di farti perdere il lavoro, il denaro, le tue piccole trasgressioni ecc.

 L’aria sfrontata, scanzonata e sarcastica di chi fa affermazioni ciniche mostra in realtà  che il suo comportamento è del tutto innocuo. Non produce alcun cambiamento, non incide sulla realtà. E' garantito da un fair play condiviso: è uno scherzo, così fan tutti. Questa ribellione del “dico quello che mi pare e piace” è dunque un arrendersi agli altri e soprattutto a chi comanda. E’ l’alzata di mani perenne di chi dice di tenerle in tasca.
 Lo si capisce se si considera che in realtà presuppone una resa totale ai limiti di quanto afferma l’altro e alla licenza che l’altro si prende rompendo i limiti di chi critica.
 Persino l’offesa esplicita, sotto forma di scherzo (l'episodio), fa parte del gioco (il sistema). L'uomo comune dice: io non pongo limiti al tuo discorso. Quindi, io non farò più come avveniva prima quando io ponevo limiti e non accettavo che mi si dicesse tutto e di tutto. Allora, oltre un certo limite reagivo.  Mi ribellavo, protestavo, mi infuriavo. Potevo anche partecipare a una organizzazione rivoluzionaria per dire basta. Ora non dico nulla perché è uno scherzo e quindi non reagirò. Non ricorrerò alla prova di forza per decidere chi tra noi ha ragione in caso di parità o di dubbio. Taccio oppure sorrido e rispondo in modo identico.
 Oggi questo problema del superamento dei limiti del discorso accettabili dall'altro e quindi della sua reazione (anche violenta) non esiste più, perché non c’è un’alternativa al Pensiero Unico. Chi accetta le regole del nichilismo attuale ha già rinunciato all’idea stessa di avere una dignità, un onore. Per lui tutto è possibile, perché tutto è possibile su di lui. Questo avviene perché non esiste più un peso dialettico per idee opposte a chi pronuncia frasi pesanti, secondo il criterio da distruggere. 
 In altre parole, la credenza sottostante è che si possono dire cose pesanti con toni leggeri. Da questo punto di vista, probabilmente ci troviamo di fronte a un atteggiamento esasperato della vecchia ipocrisia borghese europea: in nome della sua distruzione, per strappare i suoi veli in nome di una franchezza totale (quindi sciolta da ogni altro vincolo morale), si perpetua la maschera dell'ipocrisia presentandola nella sua nuova forma falsamente trasgressiva: il tabù non è fatto cadere per tutti gli argomenti, bensì solo per quelli che intralciano gli interessi dell'ordinamento guidato dall'alto.

Finché esistevano forze dialettiche attive, per quanto scadenti o fossilizzate (come il mondo sovietico o le istituzioni religiose europee), non era neppure pensabile ridurre a zero per convenzione i limiti dell'interlocutore. Il fatto che oggi avvenga per convenzione e automaticamente la dice lunga sulla inconsistente capacità di pensiero e d'azione dei singoli massificati.

 Per questo i ribelli di oggi sono patetici nella loro inutilità. Hanno una ragion d’essere solo estetica: sono arredamento sociale. Lo sono in modo scadente: sono la versione ikea in offerta promozionale ("condividi") del pensiero nichilista. Da un lato, servono a rassicurarci su quanto il nostro mondo è tollerante (è il simulacro del progetto democratico); dall'altro, servono a sdoganare scelte altrimenti inaccettabili che verranno subito riassorbite nella corrente.
 Col passare del tempo, diventerà sempre più chiaro che il nichilismo d'oggi è la manifestazione del pensiero delle masse remissive. E' un incessante test di conformismo tra i singoli rassegnati, soprattutto sui social network. 
 Il nichilismo d'oggi presto apparirà come il più grande ostacolo a uno sviluppo della società e della cultura dei popoli europei e anzi come uno degli elementi che l'affossano di più distruggendo l'individuo e la tradizione e contribuendo a creare una massa amorfa, acritica e impaurita che livella con pavloviana indifferenza ogni opinione o comportamento annullandone ogni effetto.

Modena, gennaio 2016

PS. Ovviamente sono anche io incluso nel discorso dato che non sono esente da questi atteggiamenti "nichilisti". Quanto al testo, mi scuso se il linguaggio è poco intelligibile. Mi riprometto di renderlo più leggibile: questo è solo un embrione di un discorso complesso che spero di poter sviluppare

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