I PIU' NOCIVI
Riflessione di Carlo Gregori
Sbagliate a valutare la situazione sui fatti di cronaca basandovi su quello che dice Tizio o quello che vota il Molise. La politica italiana ha una storia anomala e totalmente irrisolta da molti secoli e solo su quelle basi specifiche si può capire cosa succede. La situazione odierna rientra nel tipico scontro italiano tra Conservatori e Innovatori. E' una lotta terribile (che prosegue anche se cambia lo scenario sociale e politico per spinte esterne) in cerca di un consenso popolare incerto, anzi immobile, che noi chiamiamo oggi "elettorato moderato". Al punto che i Conservatori riescono a volte a farsi passare per Innovatori e viceversa.
Questa lotta italiana tra il "ci piace ciò che c'è" e il "vogliamo il nuovo" era già chiara a Niccolò Machiavelli che la descrisse in un famoso capitolo dei "Discorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio", capolavoro di scienza politica. La lotta tra i ricchi, i nobili e il popolo è una lotta a tre tra chi vuole avere di più senza perdere le proprie libertà e rubacchiando qualcosa agli altri. I nobili sono spariti, il popolo è sovrano e comandano i ricchi ma oggi resta una lotta che non tiene conto dei cambiamenti epocali e per questo è sempre arretrata rispetto ad esempio ai Paesi del Nord Europa (coi quali siamo alleati per convenienza).
Non commenterò questo testo che ogni tanto rimugino. Vi invito invece a leggerlo con attenzione e sentirete quanto parla anche della politica di oggi.
Non commenterò questo testo che ogni tanto rimugino. Vi invito invece a leggerlo con attenzione e sentirete quanto parla anche della politica di oggi.
Scrive Ser Niccolò: "E per tornare a discorrere quali uomini in una repubblica siano più nocivi, o quelli che desiderano d'acquistare, o quelli che temono di non perdere l'acquistato (...) il più delle volte (i danni, ndr) sono causati da chi possiede perché la paura del perdere genera in loro le medesime voglie che sono in quelli che desiderano acquistare. Perché non pare agli uomini di possedere sicuramente quello che l'uomo ha, se non si acquista di nuovo dall'altro. E di più vi è, che possedendo molto possono con maggiore potenza e maggiore moto (agitazione) fare alterazione (dei poteri, ndr). Ed ancora vi è di più, che gli loro scorretti e ambiziosi portamenti (comportamenti) accendano ne' petti di chi non possiede voglia di possedere, o per vendicare contro di loro spogliandoli, o per potere ancora loro entrare in quelle ricchezze e in quegli onori che veggono (vedono) essere male usati dagli altri".
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