venerdì 9 novembre 2012

PENSIERO IMPOPOLARE: 23 ANNI DOPO IL "MURO"
Non sono mai stato comunista, non ho mai avuto simpatia per l'Urss, ho sempre disprezzato i ciarlatani e farabutti che prendevano in giro la classe operaia: per questo ora, a 23 anni da quell'evento, voglio esprimere un pensiero impopolare tra tanta gioia delle tante anime belle. Oggi la caduta del Muro di Berlino mi lascia indifferente. Per noi occidentali ha coinciso con una lenta fine del benessere. E' stata la fine di una stagione di pace e prosperità in cui i nostri “signori” ci concedevano tutto e di tutto per paura del comunismo. Per i “liberati”, nel caso migliore non è cambiato nulla: sono sempre dei poveracci; in Russia ci sono ancora i campi di concentramento; ovunque è aumentato il numero dei gangster che comandano. Quanto alle libertà civili e politiche, noi le stiamo perdendo e loro ci fanno un brodino caldo. In Russia e in Ungheria oggi si vede bene che valore dà il popolo alle libertà civili: basta guardare chi votano.

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