domenica 5 gennaio 2014

L'ULTIMO TRENO
racconto breve di Carlo Gregori





Timbro il biglietto e mi guardo attorno: la stazione è a pezzi. Era tanto che non ci entravo. Rifiuti per terra, sporcizia scura in ogni angolo. Qualcuno mi dice che sta arrivando il treno: è l'unico per Bologna, devo sbrigarmi. Si aprono gli sportelli e scende un'orda di pendolari che mi impedisce di salire. Urtano la borsa, mi sfugge di mano, la cerco tra le gambe della folla, alla fine la trovo incastrata sotto una panchina. Il treno si sta allontanando. Le luci alternate in coda mi salutano. Ho perso il treno, fanculo! E adesso? Ho un lavoro importante da consegnare. Mi aspettano tutti. Come diavolo faccio a raggiungere Bologna subito? Passa il capostazione e getta il cappello nel cestino dei rifiuti. “Era l'ultimo treno”, dice togliendosi la giacca. Gli chiedo quando passa il prossimo. “Era l'ultimo”, ripete seccato. “Non passano più treni. Mai più. Da oggi abbiamo chiuso”. Mi sento tremare. “La linea è soppressa: troppi debiti”. E come faccio? “Non lo so”, taglia corto. Non ci credo. Mi guardo attorno e sfidandolo gli chiedo che fine farà, allora, la stazione. Rivolta la giacca, ora è rigata, la indossa. “Un bar, signore. Da oggi la stazione è il più grande bar della città”.


gennaio 2014
Questo racconto è frutto della mia fantasia
In foto: DetroitMichigan Central Station
Riproduzione Riservata
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