giovedì 31 maggio 2018

DA "STORIA FIABESCA D'ITALIA"
1. IL CANDIDATO DEL POPOLO

di Carlo Gregori


 Nel 2018, dopo lunghe consultazioni, il governo M5S-Lega Nord arrivò a scegliere come presidente del consiglio Ettore Rusteghi, un militante vicentino di entrambi i movimenti del tutto sconosciuto. Nel giro di pochi mesi Rusteghi diventò il più popolare premier d'Europa.
Dopo aver inizialmente trattato con l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale e aver ottenuto l'annullamento dei debiti dell'Italia senza alcuna contropartita, Rusteghi distaccò a Bruxelles Concetta Crisafulli, ministro degli esteri nominato dalla rete (ottenne il massimo dei voti-rousseau da Caltanissetta dove era famosa per la sua caponata), la quale riuscì a ottenere persino un ingente prestito dalla Bce senza interessi. Rusteghi varò in pochi mesi numerose riforme attese da decenni: la sanità, la scuola, la giustizia, ottenendo un consenso mai raggiunto da nessun premier in precedenza e l'entusiasmo degli interessati alle riforme. Riuscì anche a risolvere il problema dell'immigrazione incentivando il ritorno degli stranieri in patria con la creazione in loco di almeno tre milioni di posti di lavoro che fruttavano allo Stato Italiano 2 miliardi all'anno di utili. Il massiccio impegno per la sicurezza portò alla scomparsa del crimine; Rusteghi scongiurò il temuto taglio delle forze dell'ordine ormai in eccedenza. Sotto i suoi mandati il mercato delle armi da fuoco per autodifesa da casa ebbe un boom dando lavoro a migliaia di italiani: milioni di pistole e fucili furono venduti ma non fu mai sparato un solo colpo. Sua è la famosa legge che obbligava il tabaccaio a pagare di tasca propria i "gratta e vinci" nel caso che i pensionati non vincessero niente ogni cento euro spesi. Anche se fu fautore dei condoni edilizi, riuscì a valorizzare al meglio il paesaggio. Il suo carattere bonario ma severo, di grande apertura mentale ma anche campanilistico, ne fece un leader unico nella modernizzazione che portò l'Italia ai vertici della considerazione mondiale.
Ottenuto un secondo mandato dopo le elezioni che risultarono un trionfo per i due movimenti, nel 2023, Rusteghi realizzò un taglio di imposte dalla Flat Tax riducendole dal 15% al 5% solo per le persone fisiche e su base volontaria (le aziende furono esentate dalle imposte), riuscendo però a migliorare notevolmente la qualità e l'efficienza dei servizi pubblici e aumentando le pensioni sociali a 2mila euro al mese. Per i cittadini del Meridione stabilì un reddito di cittadinanza collegato agli sgravi per i bar, dove i beneficiari passavano le giornate a discutere di politica dando così un contributo alla nazione. Nelle trattative sindacali Rusteghi ottenne successi insperati per i dipendenti senza far sborsare un soldo ai datori di lavoro. In campo religioso si disinteressò dei rapporti con la Chiesa ma proibì il culto islamico. Nemico dei poteri forti, si schierò con Israele.

Schivo, appassionato di grappe e di moto, teorico della "politica del buon senso del padre di famiglia" (anche se non era sposato e non aveva figli), Rusteghi venne elogiato pubblicamente sia dal presidente Usa Trump che da quello russo Putin. Con il meeting di Occhiobello, riuscì a far firmare ai due leader lo storico accordo d'intesa per la pace mondiale; per questo successo ottenne il Premio Nobel per la Pace ed elogi a Miss Italia. In quell'occasione, sollecitati da Rusteghi, Trump e Putin firmarono anche il trattato per il bando delle scie chimiche.






DA "STORIA FIABESCA D'ITALIA" 
2. LA NOMINA

di Carlo Gregori

A un passo dal collasso dello Stato, in mezzo alla crisi dello spread e al caos politico, esauriti i candidati graditi ai poteri forti, agli Illuminati e ai banchieri, nell'impossibilità di formare un governo, il presidente Mattarella prese l'unica decisione possibile. Alle 8 di mattina del 31 maggio 2018 un'auto blu del Quirinale si fermò davanti al Bar Derby di Thiene, Vicenza. Due ufficiali dei servizi segreti chiesero al barista di indicare chi fosse Ettore Rusteghi: lo trovarono al tavolo mentre leggeva il Giornale di Vicenza e commentava a voce alta le notizie davanti a un caffè corretto tra l'approvazione degli avventori. Rusteghi fu portato a Roma e, su indicazione concorde di Lega e Cinque Stelle (dato che apparteneva a entrambi i movimenti), fu nominato presidente del consiglio in pectore. Nel giro di poche ore lo spread scese drasticamente e riprese la fiducia dei mercati, mentre le grandi potenze europee tennero un drammatico breefing a Bruxelles dichiarando al termine la loro impotenza a contrastare un Governo Rusteghi in quanto governo del popolo. L 'incapacità tedesca di mantenere gli italiani sotto il giogo finanziario avrebbe avuto gravi conseguenze per la cancelliera Merkel, fiduciaria dei poteri forti. La nomina di Rusteghi entusiasmò il popolo italiano mettendo fine a un lungo periodo di depressione e malsana eccitazione. Il Paese ricominciò a lavorare di buona lena in attesa della flat tax e del reddito di cittadinanza e il venerdì sera si tornò a ballare in discoteca fino all'alba


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