lunedì 28 maggio 2018

SETTE DOMANDE AGLI EUROSCETTICI
di Carlo Gregori




Pur essendo molto critico verso l'Unione Europea e la sua gestione, oggi mi trovo in totale disaccordo con chi propone l'uscita dall'area euro per puro spirito di avventura. A questi pongo sette domande che hanno risposte estremamente difficili e a volte (almeno per me) impossibili o nebulose; proprio per questo sono domande vere che credo valga la pena di porre e porsi. Da loro non pretendo risposte, le invito solo a riflettere (anche se so che servirà a poco)


1) Se siete convinti che lo spread è manovrato e siete contro il sistema bancario europeo, quale strategia politica concreta proponete in alternativa allo strapotere finanziario internazionale?

2) Se come ripetete l'euro è una moneta che non fa per noi, quale moneta farebbe per noi? Se scartassimo ragionevolmente come una pietosa illusione l'idea di confederarci con la sterlina inglese, ci dovremmo agganciare al rublo oppure dovremmo creare una confederazione monetaria con Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro? Oppure vorreste creare una lira isolata con un cambio fluttuante sul modello del franco svizzero? Paghereste di buon grado un conto elevato (prelievo forzoso o tasse straordinarie) per uscire dall'euro? Siete disposti a sostenere tasse per obbligazioni di stato di valore variabile con in Ungheria o in Polonia? 

3) Se l'avventura fuori dall'euro finisse male, chi si farà carico della responsabilità? Supponendo che la Lega e il M5S non lo faranno, come è probabile, si cercherà un capro espiatorio interno o un invisibile complotto esterno pur di non ammettere un tragico errore per la nazione?

4) Chi trarrà concretamente benefici da un ritorno alla lira? Nel medio termine quale classe sociale potrà sopportare il peso di continue svalutazioni pilotate?

5) Se la maggioranza non è un tutto, perché chi è contrario dovrebbe sottomettersi al volere di una maggioranza temporanea? Se l'attuale minoranza pro-euro tornasse al potere, sarebbe dunque legittimata a rinegoziare un secondo ingresso nell'euro e così via per ogni elezione a seconda dei vincitori?

6) Quali sarebbero gli interlocutori internazionali dell'Italia dopo l'uscita dall'euro? Che conseguenze avrebbe l'uscita dall'Unione Europa nei rapporti con la Nato (e quindi sulle già ingenti spese militari)? Cosa ci verrebbe proposto a parte il nostalgico ritorno  a un nazionalismo esasperato sulle grandezze e le virtù degli italiani?

7) Nel caso in cui si tornasse alla lira, con quale spirito si dovranno affrontare le grandi trasformazioni in arrivo a cominciare dalla rivoluzione dell'automazione digitale che porrà enormi problemi di occupazione in quasi tutti i settori (anche impiegatizi)? Con quali capitali ci procureremo i macchinari, i software e il know-how per stare al passo con la modernizzazione in atto? Quale prezzo avrà il petrolio, il gas naturale da riscaldamento o ogni altro materiale o minerale strategico del quale l'Italia è carente?


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1 commento:

  1. Per le risposte alle tue domande ti suggerisco di leggere questo libro https://it.wikipedia.org/wiki/Il_pi%C3%B9_grande_crimine
    Anche su YouTube trovi anche conferenze di Paolo Barnard su questo tema

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