venerdì 17 luglio 2015

IL VITALIZIO
poesia da due soldi di Carlo Gregori

Era stato eletto
Al capo era fedele
Ma era un grande inetto
Con poche clientele,
Parlamentar furbetto
Infido e un po' crudele.
Votava di nascosto
Spingendo quel pulsante
Chinato sul suo posto
Con sguardo noncurante:
Non ci pensava al costo
Non era poi importante.
Dicevano che il tizio
Non era un gran politico
Ma aveva quel suo vizio
Inviso a qualche critico:
Voleva il vitalizio
Per viver in modo mitico.

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