mercoledì 22 luglio 2015

PENSIERO

A metà della mia vita sono arrivato alla conclusione che l'amnesia collettiva è la principale dimensione politica degli italiani. Su questo fenomeno di oblio totale di ciò che è avvenuto anche poco tempo prima si fonda il vuoto di argomenti e soprattutto di conoscenza che permette agli italiani di vivere in una sorta di eterno presente, in un tempo senza giudizio. Su questa amnesia collettiva i politici costruiscono un passato fantasioso dal sapore mitologico: prendono piccoli frammenti di episodi giudicati positivi e li cuciono insieme formando una storia che, raccontata, suona completamente diversa dalla res gestae, dalla storia dei fatti avvenuti in base a documenti, prove e testimonianze. L'amnesia collettiva permette di governare senza dover mai dare conto di quanto accaduto prima e infonde falsa fiducia negli elettori, trattati come boccaloni, capaci solo di sfogarsi sul momento e quindi invano

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